SALVATE QUESTA ANTICA QUERCIA
Nella zona antistante largo Papa Paolo VI è ancora possibile ammirare uno dei pochi ultimi esemplari di quercia secolare rimasti in città.
Il complesso edilizio di civile abitazione di prossima realizzazione trarrebbe motivi di pregio se conservasse e tutelasse questo monumento naturale invece di distruggerlo.
Questa antica quercia ci ricorda l’origine, l’identità e le caratteristiche particolari di questa terra, un tempo territorio sconfinato di boschi millenari.
Proponiamo di denominare l’intera area “PARCO DEL CERRO”.
Inizia così l’appello diffuso ad Aprile dal circolo Legambiente “La Gravinella” per evitare il progettato abbattimento della quercia di Via Bulach.
I toni sembrano quasi quelli di una lotta romantica, disperata e dalle poche possibilità di riuscita. Ma resta poco tempo per farci caso che subito si palesano minacciosi i malumori e il comprensibile disagio dei proprietari dei lotti, che temono vedere allontanarsi l’avvio dei lavori, attesi da tempo.
Riteniamo che il loro comprensibile scontento e tutti i loro dissapori dovrebbero essere rivolti non verso chi si appella al rispetto della legalità, ma verso chi non è stato attento alle prescrizioni di legge, oltre che portatore di una scarsa e superficiale sensibilità al bello.
In realtà il problema era già stato sollevato e portato alla pubblica attenzione alcuni mesi prima dal mensile Partecipare, che nel numero 378 del gennaio 2010 aveva lanciato un allarme con la foto di copertina e l’editoriale.
Gli amici della Gravinella, nel Maggio 2010, si riuniscono all’aperto proprio sotto l’ombra della quercia minacciata, le cui giovani, fresche e verdeggianti foglie da poco rigermogliate ondeggiano accarezzate da un leggero vento primaverile, al canto degli uccelli che l’hanno scelta come dimora.
Quello che resta difficile capire o intuire è la ragione per la quale nell’area interessata dalla lottizzazione i progettisti non abbiano previsto di salvaguardare questo esemplare secolare di cerro. La zona, infatti, è interessata da vincoli di zona a protezione speciale ZPS e rientra nel sito di interesse comunitario SIC, che lambisce a poca distanza il territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
Davvero difficile comprendere le ragioni dell’abbattimento: le abitazione che verranno costruite acquisterebbero più valore se la quercia venisse conservata e tutelata.
Non tutti possono godersi un monumento naturale secolare nel giardino di casa!
Una scelta incomprensibile, anche alla luce dell’obbligo di destinare oltre il 70% dei suoli a zona verde.
Un anonimo criminale ha tentato più volte di danneggiare la pianta. L’ultimo episodio, dopo un tentativo di incendio, è altrettanto grave:
lunghi tondini di ferro sono stati conficcati nel tronco, come è possibile vedere dalle immagini del video diffuso all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=_k7fYqFQv3w raggiungibile anche attraverso le chiavi di ricerca “SALVATE QUESTA QUERCIA – SANTERAMO IN COLLE ” su www.youtube.it .
Il circolo Legambiente ha tentato il dialogo con quanti sono interessati alla lottizzazione. Dagli addetti alla cosa pubblica, ai progettisti e proprietari. Alcuni di quelli contattati hanno rifiutato il confronto. Anche per questa ragione è stato riproposto pubblicamente l’appello con un video.
A distanza di parecchio tempo, praticamente un anno dall’allarme lanciato dalla copertina di Partecipare, il problema ha sembrato interessare anche alcune forze politiche che rivolgendosi agli uffici comunali preposti ne chiedevano l’intervento, diffondendo anche sui media copia della segnalazione.
Siamo stati molto felici di questo sollecito, anche perché ha stimolato la repentina risposta dell’Ufficio Ambiente che in una lettera raccomandata indirizzata all’Ufficio Parchi della Regione Puglia, al Servizio Ambiente della Provincia di Bari, al Corpo Forestale dello Stato di Cassano delle Murge, al Comando di Polizia Provinciale di Bari, al Comando di Polizia Municipale di Santeramo, al dirigente del settore Assetto e Tutela del Territorio, al Sindaco ed infine all’Assessore all’Ambiente del Comune di Santeramo, richiede accertamenti, per albero di quercia, “probabilmente secolare”, sita nell’area, compresa fra Via Bulach e Via Bartolomeo Paradiso, facente parte del Piano di Lottizzazione del Comparto n. 11, adottato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 14 del 31.03.2003 ed approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 48 del 12.12.2003.
“Probabilmente” qualcuno si è domandato se per verificare l’effettiva secolarità della quercia non sarà necessario tagliarla e contare gli anelli del tronco!
Anche la locale emittente televisiva, infine, si è sentita a questo punto in dovere di realizzare e trasmettere sulla vicenda della quercia un breve servizio che si conclude con questa strana affermazione: “Una bella storiella per un paese che in questo momento avrebbe bisogno di attenzioni diverse su problemi diversi”.
L’articolo è la prova evidente della faziosità della testata di informazione. E’ violato in primo luogo una delle elementari regole dell’etica giornalistica:
lasciare separata la notizia dai commenti, che possono trovare invece posto in trasmissioni di opinione e non di informazione.
La conclusione del servizio televisivo sembra infatti banalizzare la notizia stessa, ridicolizzare chi ha segnalato e riproposto all’attenzione dei funzionari competenti il problema e sminuire tutta la vicenda, contraddicendo addirittura quella che è la finalità propria del servizio di informazione.
Se la notizia non è importante, qual è il senso della sua messa in onda?
Infine, proprio non si riesce a comprendere cosa rende una questione ambientale un problema marginale. Se si riuscissero a risolvere la maggior parte delle problematiche legate alla tutela e alla salvaguardia del creato, si otterrebbe un sicuro vantaggio nella qualità della vita e a beneficiarne sarebbe soprattutto il miglioramento delle condizioni di salute per tutti.
L’abbattimento di una quercia secolare, per lasciare posto alla cementificazione selvaggia, a progetti edilizi scadenti, privi di attenzione al territorio e alla qualità abitativa, irrispettosa della tipicità dei luoghi, probabilmente senza il rispetto delle prescrizioni di legge poste a tutela di tutta la comunità, non è solo una ferita al patrimonio naturale dell’intera città, è soprattutto il segno del disprezzo verso la propria terra.
NON DISTRUGGETE QUELLA QUERCIA!
Perché per vivere abbiamo ancora bisogno del cielo, del volo di uccelli, di alberi, di terra, di poesia.
Vittorio Dinielli
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