La giornata di un pastore della Murgia raccontata in un film.
Non un semplice documentario, ma un racconto realistico/poetico da cui traspare ben delineato l’intento comunicativo del regista Francesco Dongiovanni.
“Densamente spopolata è la felicità” è il titolo che imprime all’opera una notazione quasi metafisica, ma subito puntellata dall’ambientazione “sull’altopiano della Murgia, al confine tra Puglia e Basilicata, dove per centinaia di anni l’uomo ha camminato con le sue greggi nel sole e nel vento ed oggi un anziano pastore ripete gli stessi gesti e lo stesso destino che fu dei suoi padri. Un destino fatto di cielo, pietre e solitudine.”
Un mondo inaccettabile per l’uomo postmoderno, asserragliato nell’ansia frenetica della vita globalizzata.
Il volo del falco grillaio, la lucertola muraiola, grilli e serpenti fanno da controcanto al racconto che si snoda lungo il cammino del gregge sui sentieri e sugli sconfinati paesaggi altomurgiani.
Cosa pensa un pastore lungo tutta la sua giornata al pascolo?
Sono stati in molti a porsi la domanda e non è mancato chi ha avuto modo di rivolgerla direttamente a Peppe Carlo, protagonista di questa storia.
La risposta, a margine della proiezione, è stata tanto semplice quanto disarmante:
“A cosa dovrei mai pensare? Ho da badare alle pecore al pascolo. E cammino”.
Sotto il colpo di questa risposta cadono molte sovrastrutture mentali e le analisi socio-psico-analitiche di molti intellettuali. E’ realtà che si manifesta.
Il pastore, le pecore, la Murgia, il silenzio.
Quello che stupisce nel film è proprio il racconto del silenzio.
L’accostamento sorge naturale: la pellicola a me è parsa la versione laica de “Il grande silenzio”, film di Philip Gröning del 2005 sui frati certosini nella Grande Chartreuse sulle Alpi francesi, in cui la forza del silenzio di questi pastori di anime si alimenta di un dialogo muto fra uomo e natura.
Ne consiglio vivamente la visione.
Disponibile in DVD. Durata 45’
Vittorio Dinielli

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