Speriamo che il vento non soffi


Nella soffusa luce dell’alba, con la fresca nebbia di una domenica autunnale, passeggiavo attraverso l’estremo lembo del costone murgiano che da Santeramo volge verso Laterza-Castellaneta. 

Di quella escursione avrei voluto solo ricordare il profumo di piante, il volo di una poiana, i colori dell’autunno. Ma all’improvviso, là dove finisce la murgia, una inedita visione: con sorpresa e meraviglia scoprivo un nuovo paesaggio che si apriva davanti ai miei occhi costellato di vere opere d’arte dell’ingegno dell’uomo, capolavori del progresso e della tecnica: enormi mulini di acciaio, disordinatamente sparsi di qua e di là. Ne ho contati ventisette prima di perdere il conto, anche se erano tutti fermi. Enormi gru issate verso il cielo drizzavano ulteriori gigantesche torri metalliche dalle evidenti allegorie freudiane…

Il nuovo panorama da ammirare, da oggi e per sempre, sarà questa distesa puntellata di aerogeneratori.

A dispetto della lunga attesa del loro impiego, oggi alcune modalità di produzione di energie alternative sono ancora un capitolo molto discusso e controverso, non solo per i gravi, numerosi e immancabili scandali dai risvolti giudiziari già esplosi, quanto soprattutto per il perverso meccanismo degli incentivi che sta portando alla prolificazione quasi incontrollata di impianti che spesso ben poco hanno a che fare con idee neppure affini alla tutela dell’ambiente o a qualsiasi idea di pulito. Invece del risparmio autoprodotto per le abitazioni e per le piccole utenze, assistiamo increduli alla realizzazione di mega impianti, spesso in spregio alle norme di tutela ambientali e del buon senso, sulla spinta esclusiva di un chiaro intento speculativo che appunto il regime degli incentivi economici favorisce.

A subire gli effetti negativi di questa distorsione patologica sono tutti i cittadini, i quali anziché essere avvantaggiati con benefici, sconti e riduzioni del costo dell’energia, sono stati beffati e subiscono gli aggravi e gli aumenti della bolletta energetica introdotti per finanziare il fondo degli incentivi per le energie alternative e assimilabili.

Quale inganno contenga poi la parola “assimilabili” è stato ampiamente dimostrato in numerosi servizi ed inchieste giornalistiche nazionali.

Numerose le voci che si sono levate per denunciare i devastanti risultati di un simile modo di intendere le energie “pulite”, da Italia Nostra a Sgarbi, in rappresentanza della categoria degli storici dell’arte, dalle inchieste di Report fino alle proteste dei pastori sardi, senza contare gli innumerevoli comitati spontanei nati in tutta Italia.

Anche il nostro territorio è sotto la minaccia di scelte politiche non molto lungimiranti: se dal centro di Santeramo tracciamo un cerchio con un raggio di 10 Km, oltre agli impianti realizzati, diversi progetti faraonici incombono sulla zona.

Come a Cassano e ad Acquaviva, dove solo l’ultima richiesta prevede un progetto di installazione di ben 28 aerogeneratori della potenza di 2,3 MWp cadauno ed aventi un’altezza di oltre 160 metri che sommati alle altre tre precedenti richieste di installazione di parchi eolici effettuate da diverse società private porterebbe sul solo territorio comunale di Acquaviva delle Fonti ben cinquantuno aerogeneratori installati!

E’ attivo contro questo progetto il “Comitato per la tutela del paesaggio – Murgiaviva” che ha già prodotto importante documentazione e messo in moto i meccanismi di informazione e partecipazione democratica, col fine di controllare le scelte tecnico-politiche che hanno un impatto assai importante per tutto il territorio e l’ecosistema murgiano.

Sono già state elaborate osservazioni tecniche ai progetti, analisi dettagliate sull’esecuzione delle opere previste, serie obiezioni sui gravi rischi idrogeologici di tali opere in aree carsiche, una valutazione degli impatti su flora e fauna, della devastazione di tali progetti sulle architetture rurali ed il paesaggio agrario e degli effetti sulla stratificazione storica.

Anche a Santeramo si è costituito il comitato “No eolico , vediamoci chiaro” per contrastare il mega progetto di parco eolico che interessa il territorio delle Matine.

Scopo del comitato è anche quello di verificare la legittimità di alcuni atti amministrativi e la compatibilità del progetto nel suo insieme, con particolare riferimento alla tutela della biodiversità dei luoghi, alla straordinaria importanza che riveste la zona per tutta l’avifauna che l’ha scelta come principale fascia migratoria. E’ bene ricordare e sottolineare a questo punto che la maggior parte del territorio di Santeramo è ampiamente caratterizzato come area naturalistica meritevole di protezione nella quale sono presenti zone del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, aree SIC (sito di interesse comunitario), aree ZPS (zona a protezione speciale) e che per la quasi totalità Santeramo rientra in area caratterizzata come IBA (Important Bird Area), soprattutto per il fatto ospitare la più importante colonia nidificante d’Europa di Falco Grillaio, specie molto protetta a livello comunitario.

Chi si reca nel territorio delle Matine, o solo pure vi si affacci dal costone di murgia ai piedi della Gravinella o dalla Parata, dalla discesa di Viglione a quella di Lama di Lupo da Via Matera, può notare un’altissima torre anemometrica eretta da diverso tempo per monitorare la presenza dei venti.

Quando ho chiesto ad un saggio contadino del posto se sapesse cosa fosse quella novità, mi ha solamente risposto:
<<Speriamo che il vento non soffi!>>.

Vittorio Dinielli



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